Un cuore riconciliato

(continua da “Liberare il cuore“)

 

Riconciliato con Dio Padre

 

L’uomo creato ad immagine di Dio, ingannato dal nemico del genere umano è stato redento dal Signore nostro Gesù Cristo che per tutti noi sostenne il supplizio della croce, strappandoci dal potere del Principe delle tenebre, che ci tratteneva avvinti con catene in conseguenza del peccato del primo uomo, e riconciliandoci con Dio Padre [1].

Fu il supplizio della croce a salvarci, a strapparci dal potere del principe delle tenebre e ci ha riconciliati…

“Chiara è cosciente che tra Dio e l’uomo vi è stato un Ammirabile Scambio”[2] e questo scambio ha prodotto il frutto della riconciliazione, affinché gli uomini “divenissero in Lui ricchi col possesso dei reami celesti”[3].

Materna pedagoga, Chiara indica la via del perdono che inizia con la preghiera di intercessione vicendevole, passa per la contrizione di cuore disposto a penitenza e giunge al cuore puro:

Se qualche sorella, per istigazione del nemico, avrà peccato mortalmente… Frattanto, finché rimarrà ostinata, si preghi affinché il Signore disponga il suo cuore a penitenza.[4] 

“Si preghi affinché il Signore disponga il suo cuore a penitenza”, cioè si rimetta in cammino come al principio “tieni davanti agli occhi il punto di partenza”: il punto di partenza è quella illuminazione del cuore mosso a conversione! Si tratta di riscoprire e riscegliere il Tesoro per il quale si aveva venduto tutto. Lasciare che ancora e ancora “per grazia illumini il cuore affinché facessi penitenza”.

Ma Chiara va più in là, sa che il monastero non risparmia le tentazioni e le prove più esigenti:

Se accadesse, il che non sia, che fra una sorella e l’altra sorgesse talvolta, a motivo di parole o di segni, occasione di turbamento e di scandalo, quella che fu causa di turbamento, subito, prima di offrire davanti a Dio l’offerta della sua orazione, non soltanto si getti umilmente ai piedi dell’altra domandando perdono, ma anche con semplicità la preghi di intercedere per lei presso il Signore perché la perdoni. L’altra poi, memore di quella parola del Signore: «Se non perdonerete di cuore, nemmeno il Padre vostro celeste perdonerà voi, perdoni generosamente alla sua sorella ogni offesa fattale»[5]

“Se accadesse…”: se lo dice significa che è nell’ordine del possibile. Chiara non è ingenua, non è disincarnata, sa bene che “tra sorella e sorella” – al cuore della fraternità, della relazione di fiducia, di consegna reciproca – può accadere.

“Sorgesse talvolta”: sorgesse, nascesse. C’è un nascere, un sorgere, un evolversi delle incomprensioni e del peccato. Anche i grandi peccati non succedono di botto: c’è un cammino che la radice del male percorre nel cuore…se lo lasciamo andare. Gesù a Maria della Trinità ha detto: “Il più piccolo sentimento contrario all’amore, sradicalo Non perdere un minuto[6]. Questa è la cura del cuore. C’è uno spazio nel quale è possibile formare il cuore alla conversione, prima che le parole o i segni si esprimano come occasione di turbamento o di scandalo.

“A motivo di parole o di segni”: questo è il linguaggio con cui si esprimono i moti del cuore. Parole e segni, linguaggio verbale e non verbale.

“Occasione”: è un’occasione… a noi la scelta, l’opzione, il discernimento del cosa farne del sentimento che è nato in cuore. Della parola o del segno che ho sulla punta della coscienza cosa ne faccio? Le impugno per far nascere il turbamento e lo scandalo, oppure posso volgerlo a occasione e opzione di “assunzione”, offerta – sofferenza assunta e offerta – senza restituire in offesa o scontro o vendetta?

“di turbamento…”: il turbamento è qualcosa di interiore, può anche non vedersi, rimanere nel cuore dell’altra, un cuore ferito, turbato, scosso, umiliato.

…e di scandalo”: si vede, fa inciampare, cadere, mette in cattiva luce, è qualcosa di pubblico, denuncia, espone al giudizio.

La madre santa Chiara ci educa a conoscere e ad affrontare questo cuore fatuo e ribelle, non evangelizzato, e ad essere le une per le altre intercessore di riconciliazione e di pace, di perdono presso il Padre celeste. Come eco della parola evangelica perdoni di cuore, Chiara ripete – “memore della Parola – “perdoni generosamente alla sua sorella ogni offesa fattale[7].

Memore della Parola: se il cuore custodisce la Parola di Dio, la Parola affiora ed evangelizza la nostra umanità ferita.

Generosamente! Così che dove ha abbondato il peccato sovrabbondi la grazia.

[1] 1LAgn 14: FF 2863.

[2] Il tema del Commercium è un tema privilegiato del pensiero francescano primitivo sulla povertà. (…) “È magnifico davvero e degno di ogni lode questo scambio: rifiutare i beni della terra per avere quelli del cielo, meritarsi i celesti invece dei terreni, ricevere il cento per uno e possedere la vita beata per l’eternità” (1LAgn 30: FF 2868).  Cf. Ledoux Claire Marie, Iniziazione a Chiara d’Assisi, p.64-66.

[3] 1LAgn 20: FF 2865.

[4] RegCh IX, 1-4: FF 2801.

[5] RegCh IX, 7-11 : FF 2803.

[6] Suor Maria della Trinità, Colloquio interiore, Appunti n. 151.

[7] RegCh IX, 11: FF 2803.