Attendere (al)l’opera d’arte della propria esistenza

Ecco una breve riflessione che ci può aiutare a vivere consapevolmente il tempo dell’Avvento, nella luce dello Spirito Santo che guida ogni discernimento.

Da: Lettere ad un giovane poeta di R.M.Rilke

Lasciate ai vostri giudizi il loro tranquillo sviluppo. Non contrariatelo, poiché come ogni progresso, deve venir dal profondo del vostro essere e non può sopportare né sforzi, né fretta. Portare a termine, poi partorire: tutto sta qui. Bisogna che voi lasciate partorire dentro di voi ogni impressione, ogni germe di sentimento, nell’oscuro, nell’inesprimibile, nell’incosciente, in queste regioni chiuse alla comprensione.

Aspettate con umiltà e con pazienza l’ora della nascita di un nuovo chiarore. […] Il tempo, qui, non è una misura. Un anno non conta. Dieci anni non sono niente.

Essere artisti non vuol dire contare, vuol dire crescere come l’albero che non sollecita la sua linfa, che resiste fiducioso ai grandi venti della primavera, senza temere che l’estate possa non venire.

L’estate viene. Ma non viene che per quelli che sanno attendere, tanto tranquilli e aperti che se avessero l’eternità davanti a loro. Lo imparo tutti i giorni a prezzo di sofferenze che benedico: la pazienza è tutto.